I diritti umani raccontati attraverso le foto: consegnate due borse di studio “Enzo Barazza” al Deganutti
Due mani, quelle di una nonna e di suo nipote, che si uniscono per “rappresentare il diritto alla dignità e alla cura in ogni età, celebrando il legame tra generazioni come base di una società umana”. Una porzione di volto di una ragazza, incorniciato da un velo, due occhi profondi che leggono un libro “Nata libera” perché “nonostante i pregiudizi, il pensiero che in alcune parti del mondo sia un diritto limitato, può essere una scelta libera e non un limite”.
Sono questi i due scatti fotografici, firmati da Melisa Shala, studentessa della 2^C AFM e Donat Maloku, della 3^A Professionale dell’Isis Cecilia Deganutti, vincitori del bando per l’assegnazione di due borse di studio intitolate al compianto docente del nostro istituto, già sindaco del Comune di Udine, l’avvocato Enzo Barazza sul tema dei diritti umani promossi attraverso il linguaggio visivo, la fotografia.
La consegna delle due borse di studio, del valore di 1000 euro ciascuna, attribuite grazie alla generosità dei familiari del professor Barazza è avvenuta stamani, 19 marzo 2026, nel corso di una commovente cerimonia nella cornice dell’aula magna dell’istituto, intitolata solo qualche mese fa proprio a Enzo Barazza.
Aperta dai saluti introduttivi del Dirigente scolastico dell’Isis Cecilia Deganutti, professoressa Maria Rosa Castellano, la cerimonia ha visto l’importante partecipazione di molti attori istituzionali, quali l’assessore comunale all’istruzione Federico Pirone, la dottoressa Patrizia Pavatti in rappresentanza dell’assessore regionale all’istruzione Alessia Rosolen, il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin e il direttore dell’ufficio scolastico provinciale Mauro Pantanali che con le loro parole hanno ricordato l’importanza che Enzo Barazza ha avuto per la città di Udine e per l’intero Friuli Venezia Giulia come sindaco, come docente, come avvocato e come persona.
“Ha lasciato un’eredità importante ai giovani, fatta di esempi”, lo ha ricordato Bordin sottolineando l’importanza di valorizzare e promuovere sempre i “diritti umani, tema delicato nel contesto internazionale che stiamo vivendo. Bisogna lottare - ha esortato i giovani studenti del Deganutti presenti all’evento - perché siano riconosciuti ovunque nel mondo. Ci sono popoli, giovani che non riescono a viverli. Testimoniare l’impegno è fondamentale”.
L’impegno per la tutela dei diritti umani e l’attenzione ai giovani si sono strettamente intrecciati anche nell’attività che il professor Enzo Barazza ha svolto in seno all’Aiccre, l’Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa, sia a livello regionale che nazionale, dove era stato nominato responsabile nazionale per la scuola. Testimonianza diretta è stata la preziosa presenza all’evento del presidente dell’Aiccre del Friuli Venezia Giulia Franco Brussa. “Enzo Barazza ha profuso tante energie per far conoscere la stori e i valori alla base della nostra casa comune europea. Queste borse di studio rendono vivo e anticipano un progetto che aveva ideato, un concorso per riflettere sulla carta dei diritti e dei doveri, basata sulla fotografia che lui amava. Raccoglieremo la sua eredità e questo progetto troverà concretezza il prossimo anno”, ha testimoniato Brussa esortando gli studenti a coltivare la stessa dedizione e spirito europeo che hanno animato il professor Barazza. Brussa ha anche ricordato l’edizione 2025/2026 del bando scuole Aiccre FVG “L’Europa che vorrei”, quest’anno centrato sul tema “Radici e orizzonti. La cultura come ponte nell’Europa unita e democratica” a cui parteciperà anche la nostra scuola.
“Come voi sono stata studentessa in questa scuola. Il professor Barazza aveva tantissimi interessi e passioni. Non veniva a scuola solo per insegnarci il programma; andava oltre. Arrivava sempre con Il Sole 24 ore sotto il braccio, ci faceva leggere gli articoli, discuterne. Voleva infonderci il senso civico. Come suoi studenti abbiamo avuto la fortuna di partecipare ai viaggi che organizzava nelle istituzioni europee per farci vedere dove venivano prese le decisioni e ci portava anche nei suoi ristoranti preferiti perché per lui la cultura era anche questo. Era un collezionista di soldatini, un amante della storia, specie quella rinascimentale, era un grande amante della fotografia, era sempre con la sua macchina fotografica”, lo ha ricordato in un intervento particolarmente sentito, emozionato ed emozionante la dottoressa Lidia Bogojevic, ex studentessa del Deganutti, raccontando molteplici aneddoti ed episodi. “Questo concorso - ha testimoniato - rappresenta quello che era il professor Barazza, unisce due elementi, diritti umani e fotografia, a cui teneva tantissimo”.
“Osare non è mai troppo se si crede in se stessi”, si è rivolta con una frase di incoraggiamento agli studenti il Dirigente scolastico Castellano consegnando gli assegni ai due studenti vincitori, accompagnati da una statuetta raffigurante la giraffa, simbolo dell’Isis Deganutti.
L’evento si è chiuso con la consegna di un attestato di partecipazione consegnato a tutti i 25 studenti che, oltre ai vincitori, si sono messi in gioco e hanno partecipato al bando realizzando fotografie molto significative, spronati e guidati anche dalla docente Laura D’Agostino. Un lavoro importante che la scuola auspica di riuscire a tradurre in una mostra da allestire in uno spazio cittadino per renderla fruibile anche a un pubblico esterno alla scuola.
“E’ stata una giornata commovente e partecipata anche da parte di chi non ha mai conosciuto il professor Barazza. Questo sottolinea maggiormente la figura di alto spessore dell’uomo, del professionista, del cittadino Enzo Barazza, il cui ricordo è stato portato avanti con sinergia tra la comunità dell’Isis Deganutti e la famiglia Barazza. Un sentito grazie a Maria Rosa, a Stefano e a Daniela Barazza”, ha commentato all’esito dell’evento il Dirigente Castellano segnalando come la premiazione abbia segnato anche “l’esordio degli studenti videomaker d’istituto accanto al gruppo del team digital, magistralmente guidati dalla professoressa Laura Bernardo”.

